Ru mazzabbecche on line

(01) numero zero

PERCHE’ “RU MAZZABBECCHE”

Sono passati quasi due anni dalle ultime elezioni .E’ un tempo utile per provare a fare dei bilanci, per ragionare tutti insieme sulle problematiche alfedenesi, per rendere partecipato un dibattito che in questo momento non esiste e che  dovrebbe invece spingere a identificare i problemi, a fare delle scelte consapevoli, a rendere i cittadini protagonisti del loro presente e del loro futuro. I Consigli Comunali non hanno pubblico, la cittadinanza non conosce, molto spesso, le iniziative della Giunta di Governo e della minoranza. I temi importanti, impegnativi,  che disegneranno il futuro prossimo di Alfedena ci passano davanti  in ordine sparso, senza che si apprezzi un disegno razionale, una priorità di scelte, una volontà di “ridisegnare” la vocazione del nostro paese. La realtà complessa che ci circonda impone un cambio di passo. Se il nostro futuro è nel turismo sostenibile e di qualità l’imperativo è:  professionalizzare le iniziative. Creare una realtà che possa competere alla pari nel panorama ormai variegato ed agguerritissimo del turismo inteso come “industria”.
Ecco perché nasce questo foglio informativo dal nome antico e simbolico. Con questo arnese – Il Mazzabbecco – lavoravano i selciatori. Serviva a battere e livellare i selci, con movimenti lenti e costanti, precisi e vigorosi. Ci è sembrato che fosse il nome adatto ad esprimere lo spirito di questa iniziativa.
Siamo convinti che sia doveroso far uscire “dal palazzo” i temi, le scelte, le idee. C’è bisogno dell’impegno di tutti ed è necessario che i cittadini conoscano le scelte politiche di chi è stato delegato, grazie al responso delle urne, a rappresentarli. Le idee, i suggerimenti, gli spunti dei tanti che hanno ormai perso l’abitudine di partecipare, di entusiasmarsi e dire la propria sui tanti temi che interessano la collettività non devono continuare ad essere solo argomento di chiacchere tra amici, di commenti da bar, di opinioni mai espresse pubblicamente. Ru Mazzabbecche deve servire a questo: a valorizzare e coordinare le forze positive che pure esistono in questo paese. A dare un’opportunità ai tanti che, dalla maggioranza e dall’opposizione, hanno voglia e bisogno di confrontarsi. In questo senso e con questo spirito promuoviamo questa iniziativa che speriamo divenga presto la voce dei cittadini liberi e consapevoli.
L’invito a confrontarsi su q ueste pagine è rivolto a tutti. Agli alfedenesi storici, a chi è venuto ad abitare qui per scelta, a chi ad Alfedena ha trovato un luogo di vacanza e ha comprato la seconda casa. Ai nostri vicini, i cittadini dei paesi che con noi condividono storia, tradizioni, gioie e dolori della vita di montagna. A chi conosce Alfedena e la ama, a chi ci è nato ed ora vive lontano.
Siamo certi che la discussione aperta e leale serva a tutti: a chi governa, all’opposizione, ai cittadini senza voce.

ALFEDENA E I SUOI PAESAGGI

“ Solo la tutela del paesagio
produce ricchezza e turismo”
( Giulia Maria Crespi presidente F.A.I. )

LA REPUBBLICA del 18 dicembre 2006 a firma di Francesco Erbani riporta le opinioni di Mauro Agnolotti, coordinatore del Piano strategico nazionale, in difesa del paesaggio:
“Il paesaggio italiano rischia il degrado a causa del cemento che l’invade.E’ un’aggressione diventata negli ultimi anni impetuosa. Il valore del mattone cresce a rotta di collo e le amministrazioni pubbliche cedono con facilità alle pressioni degli immobiliaristi.”
“…la tutela del paesaggio assume un ruolo determinante: non è una battaglia in nome di valori estetici, pur fondamentali, ma uno strumento essenziale per lo sviluppo…”
“Salvaguardare un paesaggio non significa ricercare il più alto grado di naturalità, ma piuttosto mantenere i rapporti uomo-ambiente, tipici delle identità culturali che il paesaggio rappresenta.”
“ Dall’Europa arriveranno molti soldi, utilizziamoli intanto per sviluppare la conoscenza dei paesaggi locali e delle loro caratteristiche. E poi per incentivare chi favorisce il restauro di pratiche tradizionali, come le canalizzazioni, le sistemazioni del terreno, le siepi, gli edifici in pietra, i sentieri, i muretti a secco, i recinti, i pagliai e persino l’uso di materiali antichi, come il legno per la paleria o per le recinzioni…”

Alfedena, per la sua collocazione geografica, per la bellezza del suo territorio, per il contesto socio-culturale che l’ha caratterizzata, è ritenuta giustamente un paese a forte vocazione turistica. Questa connotazione contrasta, però, sempre più drammaticamente, con la devastante speculazione edilizia che non si vuole in alcun modo arrestare.
I numerosi cantieri attivati, i progetti edilizi proliferanti e le varianti al piano regolatore sempre utilizzate per aumentare le aree edificabili a scapito dell’ambiente naturale, dimostrano in maniera fin troppo chiara che chi ha gestito le sorti del paese non si è ancora reso conto che il processo di cementificazione che ci aggredisce è irreversibile; è lecito però anche il sospetto di una speculazione del tutto voluta che passa sopra le teste degli alfedenesi che confondono il benessere con l’estendersi del paese.
Qualcuno, per la verità, ha anche espresso l’opinione che aumentando il numero delle case aumentano di conseguenza le entrate relative all’ICI ma allora non si capisce perché è stata abolita questa tassa per i residenti.
Quello che non si riesce in ogni caso a capire è perché mai, se proprio si vuole edificare oltre ogni accettabile misura, questo debba avvenire il più delle volte in forme architettoniche che, soffocando ogni possibile esigenza estetica, siano tese a sfruttare al massimo (talvolta più del massimo consentito) le possibilità di costruire qualsiasi forma di abitazione che possa costituire un allettante fonte di facile guadagno per il costruttore.
Quello su cui gli alfedenesi dovranno riflettere è che la speculazione edilizia si rivela sempre più fonte di guadagno per pochi a scapito del degrado ambientale che condiziona la qualità della vita di tutti.
Nel quadro oltremodo deprimente delle mutazioni di cui è vittima il paese, un motivo di riflessione piuttosto inquietante lo offre il bel calendario realizzato anche quest’anno da Giacomo Campana.
L’ottimo lavoro dell’autore evidenzia il confronto tra il paese che era e quello che è. E’ però preoccupante immaginare quello che potrà essere se non ci sarà un urgente e drastico cambiamento di rotta in difesa del paesaggio
Per concludere con un motivo di ottimismo queste note non proprio rallegranti, è opportuno confidare nelle capacità dell’attuale sindaco di Alfedena che indubbiamente evidenzia una notevole qualità: non è un costruttore! Si deve ora solo sperare che sia capace di proporsi come paladino dei significati sociali e culturali della tradizione alfedenese. Attilio Lombardozzi

 

 

LA NUOVA PIAZZA UMBERTO I°

 

 Dopo tanti anni di edilizia privata, di crescita smisurata del paese, finalmente si passa alle opere pubbliche qualificanti. Uno dei progetti più interessanti e coinvolgenti è quello che riguarda la Piazza Umberto I° . L’arrivo dell’inverno ha ritardato l’inizio dei lavori ma il Consiglio Comunale ha comunque già deliberato ed approvato il progetto della nuova piazza che include anche un nuovo edificio (sede futura dell’Ufficio Turistico), oltre alla sistemazione degli spazi esistenti .

Questo è uno degli avvenimenti che per un piccolo paese come il nostro costituisce una svolta non da poco. Certo che la piazza riveste, non solo fisicamente, ma anche simbolicamente, un ruolo di primissimo piano.

Per tutti noi infatti questo spazio significa molto più dei metri quadrati su cui si estende. E’ il luogo di incontro, lo scenario delle nostre chiacchiere, lo sfondo emblematico della vita della comunità. Anche nei solitari pomeriggi di inverno, se abbiamo voglia di incontrare qualcuno, di fare una partita a carte, di scambiare due parole con gli amici, sappiamo che lì, in piazza, ci sarà sempre questa possibilità. Insomma, un luogo del cuore, uno spazio importante per coltivare i rapporti umani ed il senso della collettività.

Quanti di noi conoscono il progetto previsto per il suo rifacimento? Crediamo pochi, certamente troppo pochi. Esistono i grafici e le relazioni tecniche, un plastico del progetto per l’Ufficio Turistico, ma senz’altro nessuno si sarà preso la briga di andarli a vedere, di saperne un po’ di più. Forse si conoscono vaghe descrizioni, leggende metropolitane, critiche o lodi che non hanno un riscontro fedele. L’impressione è che in effetti se ne sia parlato troppo poco mentre il tema invece meriterebbe un interesse maggiore. Come spesso capita, forse il disinteresse è dovuto alla mancanza di informazione, o meglio, alla poca confidenza con l’informazione. I grafici, i progetti, i tecnici comunali sono lì, ad un passo da noi, ma non abbiamo l’abitudine di andarli a cercare, la curiosità di vedere in prima persona, di poter dire anche la nostra. Eppure la piazza è un luogo caro a tutti e siamo certi che questo invito non cadrà nel vuoto.

Il tema ci pare di importanza tale da giustificare un maggior protagonismo da parte dei cittadini, ed in          questo senso lanciamo il nostro invito che si rivolge a due soggetti: i cittadini di Alfedena ed il governo di questo Comune.

Ai primi chiediamo di tornare ad essere protagonisti della vita pubblica. Di informarsi, frequentare gli uffici comunali non solo per sbrigare pratiche o risolvere problemi personali, ma anche per conoscere le iniziative che potranno sicuramente influire sulla vita privata e collettiva di tutti noi. Non basta che maggioranza e minoranza discutano in Giunta e Consiglio Comunale le questioni. Occorre un maggior coinvolgimento da parte dei cittadini che purtroppo a quei Consigli non partecipano ormai da troppo tempo. Cominciamo da qui, diciamo la nostra sulla piazza,   uno spazio importante e simbolico che a breve cambierà in parte il suo aspetto consueto.

Alla Giunta Comunale chiediamo di accogliere questo invito: esporre pubblicamente il progetto, invitare la popolazione a partecipare, tener conto dell’opinione di tutti. L’assessore ai Lavori Pubblici insieme al progettista, ai tecnici comunali e a quanti hanno promosso questa iniziativa, potrebbero favorire incontri e dibattiti che permettano ai cittadini di farsi un’idea su quanto è previsto dal nuovo progetto e di poter esprimere dubbi, idee nuove, suggerimenti… Crediamo che iniziative di questo genere gioverebbero a tutti e soprattutto eviterebbero i soliti commenti “postumi” che lasciano il tempo che trovano e che si risolvono nel puro piacere di criticare qualcosa che tutto sommato appare estraneo e calato dall’alto.

Siamo sicuri che così facendo potremmo inaugurare una nuova stagione di condivisione di obbiettivi e responsabilità collettive. Cinzia Granieri

SOLIDARIETA’:

 

Alla luce dell’attuale situazione drammatica dello smaltimento di rifiuti in Campania, vorremmo esprimere la nostra solidarietà ai cittadini campani e ricordare che la Regione Abruzzo sta dimostrando che in certe occasioni non contano i calcoli e gli equilibri politici: ma che, in caso di bisogno, noi ci siamo. Non dimentichiamo che molti cittadini campani scelgono Alfedena come luogo di vacanza e di svago, comprano la seconda casa, fanno ormai parte della nostra vita quotidiana, sono cittadini come noi.  Di questo siamo grati ed orgogliosi. A loro un abbraccio sincero di affetto e solidarietà. Cinzia Granieri

 

Gl’alberone d’Alfedena

 

Sevan chiù d’cent’ann

che steva là

e nisciun me seva

mai ditt’gnent!

 

Rè vagliun e ve,

ogni tant

m’venevan a scurticà

(pe fa le barchette)

ma n’seva gnent!

 

R’can, po ogni tant

se n’approfittevan: 

che la zampa alzata…..

me vulevan fa cresc’!

 

Ma nu jurn,

d’agoste

ze mettette a chiove,

prima chian chian

e po sempre chiù fort!

 

Quand m’credett

che seva venut

nu lamp nu tone,

na saetta me tagliett

ru bracc chiù gross che teneve!

 

Me sembrett de murì:

na vampa da cap’a ball

m’attraversette!

 

Ma po chian chian

tutt passett!

E mo eccheme qua

So com’a prima:

m’piace di fa ombra

a stu paese!

 

Gigino Lombardozzi

 

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